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Si Faccia i Cazzi Suoi
L'immagine del Martedì di Campionato di Vomido Samannis |
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mercoledì 20 dicembre 2006
Mentre il Torneo va giustamente in vacanza per le
Sacre e Santissime oltre che Beate Festività della Natività nella di Betlemme
città marcondirondirondà, nulla pervade la di verde bozzuta Vignale dello
spirito bianco e candido del compleanno di Gesù.
Si spacca lo spogliatoio già raffazzonato della
Energie, infilata (come precisamente vaticinato) dalle rudi Aquile Nere e
causando nei ricamatori cameresi gelosie, invidie e rancori verso i compagni.
Pensarsi dispensatori di mirra eppoi alitare, cornuto, verso la culla, non
piace a Baldassarre, mentre Melchiorre lamenta lo scarso movimento della
Stella Filante, forse altrimenti occupata ad indicare la Via. Gaspare scappa
indocciato, ma fradicio di cinque panettoni d'oltre Adriatico. Di Zuzzurro si
taccia: col busto somiglia alla povera Rosanna Benzi da Genova.
Gl'Audaci, finalmente Squadra, s'amano e dialogano
di prima e di seconda come una Vera Famiglia, lavorando come il falegname
Giuseppe in difesa, con pazienza e leggerezza mariana in mezzo e con la
rivoluzionaria forza che viene dal Padre in attacco. Sposi della Parola
evangelica, superandola financo, porgono ad ogni incontro l'altro guancione
non una, non due, ma spesso oltre le dieci - quindici volte, siccome - non
potendo mancare la figura cattiva anche nel quadretto presepiale - gli hanno
messo Dioporcoenrietti tra i pali, che fa tuffi inutili solo per tiri nemici
scagliati con ettari di imprecisione e soccombe anche alla palla mossa da un
peto.
Ma che volete... a Natale bisogna essere tutti più
buoni visto che si è stronzi negli altri 364 giorni...
mercoledì 13 dicembre 2006
Quando il Cavalier Benito Mussolini, dopo avere sconsolatamente analizzato la
cartina geografica, non trovò nient'altro di meglio (e libero) che invadere
l'inerme Albania dei pastori, il Re Vittorio Emanuele III, già supino
nell'ottobre del 22, accettò di nuovo, ma non senza privarsi di un "...per
quelle quattro pietre...".
Quando il crollo della cortina di ferro che era calata tra l'Adriatico e la
Slavia permise ai pastori di captare quanto bene si stesse in Italia (era
bastevole avvicinarsi ad azzeccare il prezzo di un prodotto per vincerlo), non
avendo più Hoxa ma Berisha a presidio dei porti la traversata ebbe il gusto di
una celata controinvasione di vendetta.
Quando la palla capitava al numero 6, egli fintava sempre a sinistra per poi
gettarsi a destra, fingere una volta, due, tre il tiro, e poi alla quarta
fiocinare a botta sicura, nelle mani di saponetta del portiere italico si
concentrava tutto un ventennio di tracotanza posticcia, ed un decennio di
colpevole e risarcitorio lassismo. 14 a 5.
Cosa farebbe agli Audaci una compagine libica, od una etiope? E se Roma
esagerò stringendo il giogo nelle province mitteleuropee e galliche,
converrebbe al Petardo il gioco del pallone nell'Europa ora mai aperta beante?
E il prezioso sacchettino intimo ancora disappare.
A mercoledì prossimo
mercoledì 6 dicembre 2006
La partecipazione all'avventura calcistica di una
Squadra è prima di tutto l'avventura del Singolo che si confronta col
Gruppo. La metafora sociale è evidente: si entra nel consesso come si fa
nella vita, ci si scontra coi perigli e si gioisce dei successi.
Come nell'esistenza vi è chi pena più di altri;
come nella vita taluno trova la via spianata.
Quale merito ha il rampollo cui tutto viene
facilitato nella sua banale tripletta, e quale capolavoro crea dalle
difficoltà l'orfanello con doppietta vittoriofora!
Nel frattempo il Pokemon prosegue l'addestramento
che non prevede sessioni cinematografiche.
A mercoledì prossimo.
mercoledì 29 novembre 2006
Il Calcio è prima di tutto un sport. Lo Sport
dev'essere uno svago al lavoro ed al tedio per chi vi partecipa. Lo svago
porta alla felicità ed alla ricerca dell'amicizia, della contentezza, della
lealtà. Questa è una delle ragioni per cui c'è vita.
Ma c'è stata Superga che ha rapito il Grande
Torino. C'è stata la malattia improvvisa che ha addormentato Renato Curi. Lo
schianto che ci ha tolto Dirceu. La follia inglese che ha calpestato il
sogno dei 35 Bruxelles. Il cuore matto di Foé, l'improvvido attraversamento
pedonale di Meroni, il dramma di Ferrini, la nebbia polacca di Scirea, il
tragico scherzo di Re Cecconi, il volo di Kocisc, il tunnel di Gerd Muller.
Ora anche la mutanda di Grassi.
Noi definiamo la Vita perchè siamo consci della
Morte.
A mercoledì prossimo.
mercoledì 22 novembre 2006
Il tempo che passa segna inesorabilmente due cose:
la perdita di interesse nelle cose ed il peggioramento delle tare di ognuno di
noi.
Così il Campionato perde interesse ed anche le
squadre che si sono fatte un guardaroba degno di Liz Taylor vengono snobbate
da finti infortunati alle terga impossibilitati a levare il braccetto da
Popeye per reggere la telecamera. Non resterà traccia di nulla, e i nipotini,
tra cinquant'anni, seduti su quel che resta delle ginocchia davanti al
fuoco, dovranno contentarsi delle gesta di quel bel ragazzo coi piedi buoni e
la linea imperfetta, capocannoniere nell'inverno 2005/2006.
Così la bella avventura della squadra audace ma
fatalmente un po' materasso rischia già di trasformarsi in faida sanguinolenta
tra clan. Si poteva avere Buffon, ma era sembrato troppo spavaldo; Pagliuca da
Ascoli non garantiva puntualità; Amelia da Livorno scontava la giovane età.
Enrietti da Novara ha spinto in là i limiti pigliando reti che sfidano le
leggi della cinetica e si è autoproclamato (siccome guarda la partita dalla
porta - si noti bene: guarda - è lui che detta tempi e tattiche) demiurgo di
formazioni, cambi, posizioni e moduli di giuoco.
Passa il tempo ma le miseria restano, e la lezione
di Pico della Mirandola* accompagna al vecchio bivio: mediare e vaffanculare?
A mercoledì prossimo (non mancate!)
* filosofo della teoria dei Corsi e
Ricorsi Storici
mercoledì 15 novembre 2006
Il gioioso circo che accompagna il Pedatori durante l'avventura del
Campionato rappresenta spesso l'unica ragione che gli atleti hanno di
buttarsi nell'agone pallonatore.
Il pathòs del pre-partita, la sfilata per entrare sul fatale
rettangolo, il saluto confidente alla folla, la tensione prima del fischio
iniziale...
Poi lo scontro colle sue tensioni, che evaporano sotto gli effluvi delle
doccie.
Poi la discussione a mente fredda e gambe ancora bollenti.
E una certezza: la tecnologia delle riprese video avrà inciso le prodezze o
le topiche degli eroi.
Ma se la gaia accozzaglia di pedatori si trasforma in crudele e fredda
armata, ecco crollare il tendone che ospita e protegge gli artisti del
circo.
Ecco la rinuncia non già a filmare, ma a filmare ciò.
Buio sulle gesta; sciopero della spensieratezza; omologazione.
Meglio Colonna nell'Astimacobi o Comparsa nel Real Madrid?
A mercoledì prossimo
mercoledì 8 novembre 2006
Ciò che
ognuno di noi cerca nell'esperienza sportiva è quanto di più vario e soggettivo.
Fama, figa, sfogo, fuga da mogli o figli, traumi, sudore, soldi spesi bene.
Vi è l'esperienza solitaria, quella di coppia, quella di gruppo.
La si vive e condivide al freddo, al caldo, spingendo, correndo, colpendo,
scivolando, saltando.
La si conduce coll'animo del solitario, del gregario, del trascinatore, del
solista.
Ieri al debutto del Campionato Invernale 2006/07 sotto il tendone del Campo
dell'Amore n° 4 la nobiltà dei gesti permeava l'agone riunendo tutti gli Atleti
di tutte le Squadre nella Grande Famiglia Novarese dello Sport.
Ma alle 23.05, sull'ultimo contrasto dell'ultima azione dell'ultimo secondo
della partita, cadeva bestemmiando l'Idraulico solido difensore in un
clangore di rotula.
Triplice fischio, saluti di rito, veloce ritirata sotto le docce dei "compagni".
E il Vinto ancora giaceva, raccolto solo dalla distratta pietà dei Nuovi
Pallonatori dell'ultimo incontro dopo manciate di minuti al suolo.
Chi sa cosa avrebbe detto quel Francese, vedendo una simile freddezza ed un
simile distacco tra fratelli in campo...
Povero Giardiniere, che ha confuso il Bel Seme dell'albero del Gruppo con quello
delle Erbacce di un'altra decade!
A mercoledì prossimo.